Saputo: "Quarti si sta bene. Italiano ha i valori che cercavamo. Deluso da Motta..."
Le parole del presidente rossoblù su Bologna, Italiano, l'addio di Motta e tanto altro

Il Bologna continua a volare e a sognare un'altra qualificazione in Champions League. Il lavoro e la crescita degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti e i risultati ne sono la conseguenza. A questo proposito il presidente del club Joey Saputo è tornato a parlare, facendo il punto della situazione. Infatti lo stesso ha rilasciato una lunga intervista a Omni Television, broadcaster multiculturale canadese. Diversi i temi trattati, inclusi anche la scelta di Italiano e l'addio Thiago Motta, appena esonerato dalla Juventus. Di seguito un estratto delle sue parole, raccolte da TuttoBolognaweb.
Le parole di Saputo sulla lotta Champions e la posizione di classifica
Quarti si sta bene, ma la stagione è ancora lunga e il calendario tosto. Siamo molto contenti ma dobbiamo continuare. L'anno scorso è stato incredibile, non pensavamo di fare quel percorso. Poi in estate abbiamo cambiato tanto ed è sempre difficile ripetersi, infatti la stagione era iniziata con qualche difficoltà. Però abbiamo lavorato forte per arrivare fino a qui
Su Thiago Motta e la scelta di Vincenzo Italiano
Non abbiamo sostituito noi Motta, è lui che ha deciso di partire. La base era forte e volevo continuare con lui. Mi è dispiaciuto il modo, non ho apprezzato il comportamento sia della società che l'ha preso, sia di Thiago. Io ci metto passione, provo a trasmetterlo e sono rimasto deluso dalle modalità. Questa è la vita, dobbiamo andare avanti e siamo fortunati di aver scelto Vincenzo Italiano, che ha i valori che cercavamo. Esonero di Motta alla Juventus? Mi dispiace, so che lavoratore è, sempre il primo ad arrivare e l'ultimo a partire, ho conosciuto il suo staff. Tutte bellissime persone

Le parole di Saputo su Bologna e l'essere una famiglia
Il merito va a tutti, partendo dal magazziniere per arrivare ai giocatori. Siamo una famiglia e questo fa la differenza. Sono usciti un paio di giocatori, ma la base è molto unita. Sappiamo chi siamo nel calcio italiano, ed è importante. L'aspettativa non è vincere lo scudetto, ma quella di stare nelle posizione europee. I bolognesi ci lasciano lavorare bene, se fai vedere di essere lì per loro ti apprezzano. Ci abbiamo messo un po' di tempo per arrivare qui ma ora ci siamo
Sull'importanza della scelta di stare a Bologna in pianta stabile
Non credo che la sola ragione dei risultati sia il fatto che io sia qui a Bologna in pianta stabile, certamente aiuta ma non è solo questa la chiave del successo. Quando arrivi in un paese straniero devi conoscere dove lavori, devi conoscere l'ambiente e la città. Non puoi arrivare e pensare di cambiare tutto senza capire la cultura del calcio in Italia. Noi siamo arrivati con l'obiettivo di rendere la società conosciuta e rispettata. In Lega siamo rispettati grazie a Fenucci e lo step successivo è stato renderci rispettati anche in campo. Ci è voluto un po' di tempo. Dovevo capire un po'la cultura e l'aspettativa dei bolognesi prima di spendere e investire
Sul restyling del Dall'Ara
Il sindaco ci ha aperto la porta, lavoriamo assieme per lo sviluppo dei progetti e questo ti dà voglia di fare e investire. I costi iniziali erano di 100 milioni e ora siamo arrivati a 220 milioni. Vediamo se ci puo' essere una collaborazione con il Governo in ottica Europei 2032
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