Cevoli: "Sono cotto del Bologna. Di Italiano mi colpisce l'empatia. La vera forza è..."
Le parole del comico Paolo Cevoli sulla sua passione per il Bologna e sull'entusiasmo di questa stagione

Dopo anni di lavoro, si è arrivati in alto
«È un Bologna da ‘fatti, non pugnette!’. Ma soprattutto è un Bologna pieno di valori che esprimono al meglio il territorio. Saputo è italo-canadese, Fenucci e Di Vaio sono romani, Sartori è di Lodi e Italiano è siciliano: però, fateci caso, sono tutti bolognesissimi. E danno ragione alla mia tesi».
«Ho sempre pensato che una squadra come il Bologna debba rappresentare i valori del nostro territorio. Ecco, questo Bologna racconta Bologna, la sua empatia, la sua gioia di vivere».
Sul Bologna degli anni '60
«Allora aiutavo i miei che a Riccione gestivano la pensione Cinzia. Dello scudetto del ‘64 non ho memoria: ricordo invece i bolognesi che alloggiavano da noi e che due anni dopo, al Mondiale inglese, parlavano solo di quell’Italia umiliata dalla Corea e dei tanti rossoblù che c’erano in quella squadra».
Sull'artista di questo Bologna
«La squadra di Italiano è come un’opera lirica. Può piacerti quel tenore o quel soprano ma è l’opera nel suo insieme che ti conquista».
Sulla Coppa Italia
«Nel calcio funziona come con le donne, incidono mille fattori. Per scaramanzia non dico niente: dico solo che ho un problema. Sarò a Bologna, al Teatro delle Celebrazioni, col mio spettacolo ‘Figli di Troia’ il 13, 14 e 15 maggio. Capito perché la sera del 14 ho un problema?».

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