La visita a Casteldebole

«Al di là del piacere di stare un po’ coi giocatori volevo conoscere Italiano, capire che uomo c’era dietro quello che vedevo in televisione e in campo».

Su Vincenzo Italiano

«Mi ha entusiasmato la sua umanità. Quando mi ha portato nel suo ufficio mi ha fatto vedere che sulla scrivania tiene i tre Re Magi. Mi ha detto che nel calcio per lui rappresentano l’allenatore, la squadra e la società, e che il bambino da adorare è il pubblico».

L'empatia di Italiano

«Di lui mi colpisce l’empatia: penso a come ha parlato di Dallinga dopo Venezia. Dai, sul gol di Orso Dallinga ha fatto solo un retropassaggio in una partita in cui non aveva fatto molto. Però Italiano quel gesto lo ha rimarcato esaltando il suo senso di partecipazione al gruppo. Me lo diceva anche Sartori».

La vera forza del Bologna

«La forza di questo Bologna è che non ci sono delle primedonne. E anche quelli bravi, che pure non mancano, non hanno mai un atteggiamento da primadonna. Sono tutti sullo stesso piano: se manca uno gioca un altro e non ti accorgi della differenza».

Thijs Dallinga
Thijs Dallinga festeggiato dopo il gol all'Empoli (ph. bolognafc.it)
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